S.Anselmo Knowledge Base

Una serie di utili documenti per conoscere meglio i mattoni faccia a vista e i prodotti in laterizio.

Seguici su twitter o su facebook per essere aggiornato sull'uscita di nuovi documenti tecnici come questo.

Documento KB018

TIPI DI MATTONI e MALTE

TIPI DI MATTONI

Le dimensioni del mattone sono legate alla mano dell'uomo: sono quindi simili in tutto il mondo; tuttavia sussistono differenze geometriche non solo tra le diverse nazioni, ma anche tra regione e regione, dovute ad usi e consuetudini locali, che i tentativi di unificazione non sono riusciti a cancellare.
I mattoni si distinguono inoltre per le modalità di produzione e per la presenza o meno di fori: ogni tipologia ha un suo impiego preferenziale e consente specifiche soluzioni che meglio ne valorizzano le caratteristiche di base.

MODULARITÀ DEL MATTONE
La necessità di concatenare i mattoni per realizzare muri dello spessore di due o più teste fa sì che larghezza e lunghezza del mattone siano fra loro rigorosamente coordinate.


LE DIMENSIONI DEL MATTONE SONO IN FUNZIONE DI QUELLE DELLA MANO



Il mattone unificato inglese si presenta con i lati nel rapporto 2:3:6. La lunghezza è dunque modulare con l'altezza e con lo spessore, ma altezza e spessore non sono modulari fra di loro.

 

Il mattone unificato italiano, al contrario, con i lati nel rapporto 1:2:4, assicura una modularità completa, consentendo pertanto una maggiore varietà di concatenamenti. Permangono comunque, in ogni regione, delle misure diverse da quelle unificate, che derivano da antiche tradizioni locali.

Ad esempio, se i lati del mattone sono tra loro coordinati, l'inserimento degli architravi nelle spallette non presenterà difficoltà.

 

Se invece i lati non sono coordinati, in corrispondenza delle spallette si avranno inevitabilmente dei giunti di spessore diverso.


MATTONI PIENI


IL CORRETTO COSTIPAMENTO DEI GIUNTI È FONDAMENTALE SE SI USANO MATTONI FORATI

MATTONI PIENI E MATTONI FORATI
I mattoni faccia a vista possono essere di due tipi fondamentali: pieni e forati. I mattoni pieni, essendo in grado di opporre alla pioggia superfici sicuramente prive di soluzioni di continuità, permettono di realizzare corsi in aggetto e rientranti, senza il rischio di penetrazione di acqua meteorica, soprattutto nei climi più severi. I mattoni forati non sono adatti, ad esempio, per eseguire sporti o murature con giunti incavati, a causa della possibilità di infiltrazioni d'acqua, dovute al modesto spessore delle pareti perimetrali dei singoli elementi. In compenso, essi sono più leggeri e maneggevoli di quelli pieni. In caso di murature portanti, la percentuale di foratura non potrà superare il 55% (45% nelle zone sismiche).

PEZZI SPECIALI
Per la formazione di archi, colonne, copertine, cornicioni, ecc., spesso si adoperano pezzi di forma speciale, normalmente prodotti mediante formatura in stampi: occorrerà sempre verificare preventivamente la loro integrabilità coni mattoni della muratura nella quale verranno inseriti, sia per quanto riguarda le dimensioni che il colore.

PRODUZIONE DEI MATTONI

Il mattone è il prodotto della cottura ad alta temperatura di argille preventivamente lavorate, modellate ed essiccate. Negli ultimi cinquant'anni, la produzione a carattere artigianale è stata quasi interamente sostituita da impianti industriali dotati di tecnologie avanzate.

MATTONI FORMATI A MANO

Mattoni di terra cruda
Il modo più primitivo di produrre mattoni è quello di farli di terra cruda (impastata con paglia per aumentarne la resistenza a trazione)e di lasciarli seccare al sole.

Mattoni di argilla cotta
Il metodo più antico per la cottura dei mattoni è quello del forno a cumulo: questo è costituito da una catasta di mattoni seccati al sole(anche un milione di pezzi), disposti su un letto di combustibile(in genere coke o bitume), steso a sua volta su un piano costituito da un paio di corsi di mattoni già cotti. Il cumulo viene coperto di terra e al centro dello stesso viene eretta un'alta ciminiera in lamiera, strallata, per assicurare il tiraggio. La combustione, una volta innescata, non può essere né interrotta, né modificata, e può durare fino a sei settimane.

MATTONI PRODOTTI INDUSTRIALMENTE

Preparazione dell'argilla
La materia prima per la produzione dei mattoni è l'argilla: essa è un composto sedimentario di silice e allumina, a grana finissima, che diventa plastico se impastato con acqua. Essa contiene anche altri componenti, quali calcio, ferro, sodio, potassio e magnesio, che ne possono condizionare il colore e la resistenza agli agenti atmosferici. Oltre alla frazione propriamente argillosa, nella materia prima sono presenti anche inerti di varie dimensioni ed anche impurità, organiche e non, che vengono eliminate nel processo di preparazione.

Presso le fornaci vengono creati dei cumuli, detti "monti", dove l'argilla estratta dalla cava viene lasciata a stagionare e ad ossigenarsi per qualche mese. Prima di essere avviata alla produzione, l'argilla viene sminuzzata, macinata, mescolata con acqua ed eventualmente additivata con sostanze che ne modifichino il colore (ad esempio, biossido di manganese per ottenere il colore bruno), ne riducano i rischi di efflorescenze (ad esempio, carbonato di bario), ne limitino il ritiro o che, infine, apportino un contributo energetico durante la cottura (ad esempio, coke).

Mattoni in pasta molle
I mattoni in pasta molle coprono all'incirca il 50% della produzione nazionale di laterizi faccia a vista. Essi si caratterizzano per una forma irregolare, che riproduce molto da vicino l'aspetto del mattone fatto a mano. Il procedimento di formatura, simile a quello manuale, prevede le seguenti fasi:
• soffiatura della sabbia negli stampi ancora umidi;
• riempimento contemporaneo, con argilla pre-lavorata, di una batteria di stampi;
• livellamento e leggera pressione dell'argilla dentro gli stampi;
• ribaltamento degli stampi ed estrazione dei mattoni;
• pulizia e lavaggio degli stampi.

Mattoni estrusi
Nel caso dei mattoni estrusi, l'impasto viene spinto da un'elica attraverso una filiera, formando una lunga barra continua, detta "filone", che viene tagliata in spezzoni lunghi circa 2 metri. La configurazione dei fori può variare in funzione del tipo di argilla e della tipologia di prodotto.

Sulle tre facce in vista del filone vengono eseguiti gli eventuali trattamenti superficiali (sabbiatura, corrugazione, incisione, ecc.). In tal modo diventano praticamente infinite le possibilità di resa estetica di una muratura realizzata con mattoni faccia a vista.

Il filone viene poi tagliato in pezzi singoli mediante una taglierina a fili multipli. Due nastri trasportatori, a velocità differenti, mentre portano via i mattoni li separano, per consentire una loro più facile movimentazione durante le successive fasi di produzione.

Essiccazione dei mattoni
Una volta formati, i mattoni passano, prima della cottura, per un impianto di essiccazione, nel quale il laterizio, grazie ad un flusso continuo di aria calda, viene privato dell'acqua in eccesso, in modo che pervenga alla fase di cottura con il giusto grado di umidità.

Cottura dei mattoni
Gran parte dei mattoni viene oggi cotta in forni a tunnel, costituiti da una lunga galleria in materiale refrattario, all'interno della quale transitano i carrelli che portano il materiale da cuocere. I matto-ni, una volta essiccati, vengono impilati su una base di materiale refrattario, posta sopra grandi carrelli d'acciaio che vengono protetti dal calore mediante un rivestimento termoisolante. Ad intervalli prefissati un carrello di mattoni essiccati viene spinto nel forno, mentre dall'altra estremità esce un carrello di mattoni cotti. I carrelli scorrono lungo binari, mentre i bruciatori, posti sulla volta e sui lati del forno, bruciano combustibile (prevalentemente gas) negli spazi intermedi. Un tipico forno a tunnel è costituito da un percorso rettilineo lungo circa 80-120metri e può contenere mediamente 40carrelli, ciascuno con circa 3000-5000mattoni, che impiegano circa due giorni e mezzo per compiere il ciclo, dall'ingresso fino all'uscita. La temperatura massima (950 – 1000 °C) e la curva termica del forno vengono controllate con precisione, per adattarle, di volta involta, alle specifiche peculiarità di un determinato tipo di mattone o di argilla.

MALTE


SABBIE DI DIVERSE GRANULOMETRIE
 


UNA GRANULOMETRIA MISTA DELLA SABBIA RIDUCE LA QUANTITÀ DI LEGANTE NECESSARIA PER RIEMPIRE GLI INTERSTIZI

La malta è un impasto di acqua, leganti e inerti usato per la posa in opera dei mattoni e per la stuccatura dei giunti. Dalla cura posta nella sua composizione dipende buona parte del risultato finale.

COMPONENTI

Cemento
È un legante idraulico (che cioè indurisce a contatto con acqua) ottenuto dalla calcinazione ad alta temperatura (> 1000°C) di calcari con alte percentuali d'argilla. Il prodotto della cottura è il "klinker", in forma di granuli tondeggianti che vengono poi finemente macinati. Al klinker così ottenuto viene aggiunto gesso o anidrite per regolarizzarne il processo di idratazione.

Calce
Vi sono diversi tipi di calce: aerea, pozzolanica, idraulica, grassello di calce. Nelle malte per muratura faccia a vista si usa quasi sempre la calce idraulica, che è il prodotto della calcinazione a temperature attorno ai 1000 °C di pietre calcaree con-tenenti almeno il 6% di argilla (marne).

Inerti
Una buona sabbia da malta deve essere silicea, priva di sostanze organiche ed avere una granulometria mista; deve cioè essere composta da particelle fini (0-3 mm), medie (4-5 mm) e grosse (6-7 mm): sabbie mal composte richiedono più legante per riempire gli interstizi e rendere la malta lavorabile.

Acqua
L'acqua, usata per miscelare i leganti con gli inerti, reagendo con i leganti, innesca il fenomeno della presa idraulica; essa deve essere tanto pulita da poter essere bevuta e, inoltre, non risultare eccessivamente "dura", cioè ricca di carbonati di calcio o magnesio, poiché in tal caso aumenterebbero le probabilità di efflorescenze.

TIPI DI MALTE

A seconda del tipo di legante usato, le malte si dividono in aeree (con sola calce aerea), idrauliche (con sola calce idraulica), cementizie (con solo cemento), bastarde (con calce e cemento, in proporzioni variabili secondo l'uso). Queste ultime sono le più usate nelle murature faccia a vista, poiché assommano molte delle caratteristiche richieste per una buona esecuzione ed un risultato affidabile.

S.Anselmo, vivere la differenza
Fornace S.Anselmo S.p.A.
via Tolomei, 61
35010 Loreggia (PD)
P.IVA: IT02365150289
R.I.I.: Padova
Capitale sociale: 904.000,00 €
Tel.: +39 049 9304711
Fax: +39 049 8251217
e-mail: com@santanselmo.it